CONTROLLO

Una delle domande che più di frequente mi vengono poste dagli imprenditori è “Ma sono io che non riesco a gestire i miei collaboratori o sono loro che non capiscono ?”.

La risposta sta nella parola CONTROLLO.

Una definizione della parola CONTROLLO è “L’abilità di far andare le cose come uno vorrebbe” se riesci in questo puoi dire di aver avuto CONTROLLO.

Molte volte però le cose non vanno come vuoi tu e non stai bene, ti arrabbi, ti viene l’ansia, ti viene voglia di mollare tutto.

Il CONTROLLO è anche l’abilità di saper cosa fare in ogni situazione, quindi la conoscenza è parte integrante del controllo, cioè saper cosa dire o fare per cambiare la situazione negativa.

Il mondo è pieno di conoscenza, la trovi dappertutto, libri, internet, tv, amici, colleghi, genitori, nonostante questo però sembra che la maggior parte della conoscenza non diventa nostra, non l’assimiliamo cioè non riusciamo a metterla in pratica.

Molti pensano che l’esperienza  aumenta la conoscenza e quindi il controllo, in parte è vero, comunque ho un’amica che, nonostante l’esperienza, ancora non riesce a parcheggiare l’auto nel box senza rigarla.

Quindi non è solo l’esperienza che ti fa apprendere la conoscenza pratica per risolvere un problema.

Ti è mai capitato di andare in un bel ristorante o in un bel posto con degli amici, non eri  alla guida, e poi volerci ritornare e non ricordarti la strada  ?

L’ingrediente chiave per risolvere questo enigma sta nella RESPONSABILITA’.

Con RESPONSABILITA’ intendo il sentirsi l’unico incaricato di un risultato, cioè se le cose andranno bene o male dipenderà solo ed esclusivamente da te e da nessun’altro.

Assumersi la responsabilità di un risultato è la principale dimostrazione di CORAGGIO. E’ facile assumersi la responsabilità di un risultato positivo, prova a farlo anche quando le cose non sono andate proprio come volevi tu.

Anche la simpatia è legata a questo aspetto.

Volevo farti una domanda, “Le persone che non si assumono la responsabilità di un evento e continuano ad addossare la colpa ad altri ti piacciono ?”

Niente paracadute, niente scialuppa di salvataggio ora dipende da te.

Quindi torniamo alla domanda originale“Ma sono io che non riesco a gestire i miei collaboratori o sono loro che non capiscono ?”.

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