Una Corona da Ricordare

Il 21 febbraio 2020 sarà una data da ricordare, quello che sta succedendo in Italia a causa dell’emergenza sanitaria sta realmente disorientando le persone.
Questo disorientamento non dipende esclusivamente dalla paura del Corona Virus, quindi di ammalarsi, ma dalla mancanza di conoscenza.

Il controllo che ognuno di noi sente di avere sulla propria vita è stato minato dalla mancanza di informazionicerte.

Ora abbiamo una sola possibilità, prenderci la responsabilità della situazione, intendo in modo individuale, e trovare tutte le possibili soluzioni cambiando di conseguenza tutte le nostre routine gestionali.
Quello che prima era normale, ora non lo è più.
A questo punto non importa se sei un operaio, un impiegato o un imprenditore, se sei di destra o di sinistra, bianco o nero, giargiana o imbruttito, il problema è comune e lo dobbiamo affrontare con il giusto spirito.

Di certo, da questa situazione, nasceranno grandi opportunità. Tuttavia, devi essere pronto a coglierle: è un cambiamento epocale, o ci sei o ti affonderà.

Lamentarsi o arrabbiarsi non risolve la situazione.

osm1816 è, come sempre, a fianco degli imprenditori e mai come in questo momento, c’è bisogno di sostegno reciproco.
Supportare le aziende vuol dire supportare anche tutte le persone che ci lavorano.

Vediamo per punti cosa possiamo fare per vivere e crescere in questa situazione:

• Respira.
• Non esagerare con l’ascolto dei telegiornali, ore 8,00 notizie alla radio, ore 20,00 notizie alla radio.
• Stima il tempo di ripresa (fai come se fosse tutto bloccato fino al 30 marzo).
• Calcola quello che ti serve per sopravvivere come azienda e riduci i costi.
• Se sei in zona rossa, informati sulle agevolazioni che lo stato ha messo a disposizione.
• Se non sei in zona rossa, informati ugualmente.
• Manda in vacanza il personale in eccesso.
• Se prevedi di andare in difficoltà con i pagamenti fornitori, informali in modo preventivo.
• Parla con i tuoi collaboratori e rassicurali, se devi usare la cassa integrazione spiega che è una misura precauzionale momentanea.
• Se hai collaboratori improduttivi usali per rimettere in comunicazione l’azienda con vecchi clienti, riordinare archivi, fare manutenzione sui macchinari, ricerca e sviluppo ecc…
• Aumenta il marketing, non sparire.
• lo Smart Working sarà la svolta e il futuro anche dopo questa brutta situazione.
• Non isolarti.
• Non parlare continuamente del problema, ma trova soluzioni alternative.
• Non criticare, agisci.
• Se pensi di non riuscire a venirne a capo, chiamaci, noi ci siamo.

E dopo questo periodo ?
La velocità aumenterà ancora di più. L’economia mondiale subirà notevoli cambiamenti. Alcune ipotesi? Eccole:

• Vedremo la fine degli acquisti off-line, i punti vendita diventeranno punti esperienziali solo per aver contatto con il prodotto, l’acquisto può avvenire solo online. Nike a Shanghai lo ha già fatto.
• Il sistema dell’istruzione è destinato a cambiare, l’online prenderà il sopravvento.
• Il lavoro sarà sempre più da remoto, e si parlerà sempre più di smart working (a proposito, ne parliamo anche qui).
• Le grandi città diventeranno delle Smart City, possibilità di essere connessi 24 ore in tempo reale con qualsiasi cosa attraverso l’Intelligenza artificiale.
• Logistica super moderna ci porterà nell’economia digitale con un cambiamento drastico di tutte le nostre abitudini.
• E altre mille cose accadranno di cui non siamo ancora a conoscenza…

Il suggerimento, quindi, è di continuare a vivere l’azienda con un nuovo spirito, quello stesso spirito che ti ha portato a costruirla ma che, forse con il tempo, ti sei dimenticato di avere.

I più grandi cambiamenti, le più grandi rinascite, le più grandi scoperte sono avvenute dopo momenti di grande difficoltà.

Noi siamo ITALIANI, saremo anche considerati STRANI, ma questo è il nostro più grande punto di forza.
Ritroveremo una rinnovata giovinezza imprenditoriale e tra qualche anno ricorderemo questo momento comela più grande opportunità di crescita che abbiamo mai avuto.

In bocca al lupo a tutti e BUON LAVORO!

Roberto Bonacasa

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